
Ritorno a scrivere un post dopo un po’ di tempo e torno su un argomento che mi sta molto a cuore: “essere felici”.
Girovagando tra i miei pensieri, assemblando le mie esperienze negli anni, pesco dal mio cilindro mentale una delle mie tante riflessioni sull’essere felici.
Che cos’è la vita?
Una breve parentesi tra la nascita e la morte?
Un attimo tra due eternità?
Una fugace sosta sula terra in attesa del regno dei cieli?
Cosa significa vivere?
Dedicare le proprie energie e il proprio tempo al guadagno? Al successo? Al raggiungimento di più sicurezze possibili? Godersela a più non posso senza programmi? Senza progetti? Senza mete particolari?
Impegnare se stessi alla realizzazione di una vita onesta?
Di un nobile scopo?
Di un sublime ideale?
Tutto le risposte che si potrebbero dare a queste domande sono buone: quelle filosofiche, quelle religiose, quelle morali, quelle materialiste….tutte………purchè comprendano una parola…… una breve, semplice ma importantissima parola: “FELICE”.
Puoi dedicare la tua vita all’AVERE e viverla soltanto per i piaceri che essa offre……..
Puoi assegnarle un valore sociale e dedicarla al progresso dell’umanità…….
Puoi indirizzarla sulla via della filantropia e sacrificarla a chi soffre
Puoi usarla come preparazione alla vita eterna
……..ma se non la vivi felice, non puoi chiamarla vita.
Per sua natura, la vita deve essere felice: come il sole è caldo ……. il cielo è azzurro, come l’acqua è trasparente.
Più si è felici più si è vivi.
La felicità rende sana la vita,
Meno si è felici, meno si è vivi
L’infelicità la rende malata.
Sicuramente qualcuno leggendo ciò che ho scritto starà pensando, questa è folle, perché vivere felici è difficile, tremendamente difficile.
Non è verooooooooooooooooooooo e vi spiego il perché:
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La vita ci offre un’infinità di gioie, siamo noi a non saperle cogliere e metterle nel nostro cuore, siamo noi che gli modifichiamo il volto, siamo noi che la modelliamo a nostra immagine e somiglianza, quindi siamo noi che non sappiamo vivere felici.
VIVERE E’
SAPER VIVERE FELICI
Ma come si impara a vivere felici?
Si impara durante l’attesa di un semaforo rosso?
Si impara al bar tra un caffè ed uno sguardo all’orologio?
Si impara ritagliando fette di tempo al tuo tempo per apprendere come si può vivere felici?
QUESTIONE DI RAZZA
Non ho mai capito perché le donne nelle favole interpretano sempre un ruolo o da stronze o da idiote, sulla prima non mi dilungo perché l’essere stronzo è uno strato di grazia asessuato, lì ci si trova il senso di appartenenza comune dove non esiste alcuna distinzione tra sessi opposti, donna uomo – uomo donna, ma sulla seconda interpretazione di ruolo che sconfina nell’idiozia e trovo sempre una rimarchevole presenza femminile IMPREGNATA DI IDIOZIA, avrei da dire la mia ……
Ma chi cazzo ha scritto queste favole? Sicuramente “Uomini” se no non si spiegherebbe perché questo accanimento contro la figura delle donna. Quasi tutte le favole ruotano intorno alla figura femminile, la strega, la matrigna ………. le stronze ovviamente, le principesse o le bambine quelle che fanno milioni di cazzate, ora voglio dire: MA E’ GIUSTO???? E’ EQUILIBRATA QUESTA TEORIA? E NUN ME PARE PROPRIO EQUILIBRATA! Se ti dicono di non andare nella torre più alta del castello perchè se ti pungi col fuso fai addormentare un intero popolo per secoli, si può sapere perchè ti viene la smania del filato? Se scappi e nun se sa da dove scappi e da cosa scappi ma come si può andare a fare la serva a sette nani? Ma ce ne vuole de fantasia a mettè insieme sette nani, uno che te brontola uno che te chiccola, uno che te salta, per non parlare della donna orrenda, perfida, la prima che incontri che te offre na mela e te subito te la magni! E quale madre normale, matura, manderebbe la sua bimbetta per i boschi col cesto per la nonna? (che forse la domanda più giusta, sarebbe quale madre farebbe andare in giro la propria figlia con una mantellina rossa...o ancor di più, quale figlia metterebbe mai quella mantellina?) ….. qui addirittura la figura di madre e figlia, idiote insieme. Per non parlare di quella figura di Principe azzurro o angelo azzurro (non ho mai capito perché azzurro poi) sul cavallo bianco (ma perché un cavallo nero era disdicevole? (bisognerebbe entrare nel particolare e capire la simbologia dei colori che reiterano in ogni favola) E salvare ma da che? E da chi? E poi baciare na morta che mi sa anche di necrofilia, però ne è uscita fuori la figura della “gatta morta”, ma come si fa a baciare na gatta morta? , che il puzzo te oltrepassa le narici, ci aveva mica la sinusite sto principe? Se poi parliamo della Genesi ancora peggio, dato che Eva è frutto dell’estirpazione di una costola maschile, se poi ci mettiamo che mangia na mela e ne dona metà, dico io, poteva sputargliè il nocciulo in un occhio almeno faceva la figura da stronza ma mai sottomessa ad una società maschilista! Ora, capisco che essendo state scritte prevalentemente da uomini, questi debbano fare la figura degli eroi, capisco che tra i due, la figura maschile debba uscire vincente, è possibile che vivessero con mogli caratterialmente molto forti (altrimenti non si spiega) ma mi chiedo, qual è il motivo che ha spinto noi femmine a tramandare tante sciocchezze?

si può fare a meno di un paio di scarpe? se ne può fare a meno di certe "cose che sono destinate ad essere? Can't help falling in love- UB40" ma le favole che ruolo hanno avuto nella nostra infanzia e nella nostra crescita?
Ho sognato di calzare delle scarpe nuove, escludendo il cristallo che forse è un tantino scomodo ai piedi, mi chiedo: ma come ha fattooooooooooo la cenerentola a calzarle????? Ancora me lo chiedo!!!!!! Le scarpe sono oggetti altamente simbolici. E questo lo sappiamo tutti. Per Freud rappresentano il fallo, per Cenerentola rappresentano il “fallo dopo mezzanotte e vedi che poi ci lasci una scarpa”, (l’ho sempre detto io, che le fiabe non fanno mica tanto bene) lei corre, che è tardi, e si perde una scarpa per strada, sicuramente si sarà slogata una caviglia, forse le è partito addirittura il crociato. Sai che bello poi tornarsene a casa a piedi, senza una scarpa e con la caviglia slogata, circondata perdipiù da topi che facevano finta di essere cavalli. La fatina buona poteva sforzarsi un po’ di più, col suo bìbbidi bòbbidi bù. Non so, tipo che faceva mezzanotte e un quarto, e non c’era bisogno di farsi venire l’ansia. Va be’, comunque poi alla fine il principe la trova e se la sposa. La scarpetta però non gliela ridà, che a palazzo far scarpetta è maleducazione. Però c’è una cosa che non ho mica capito: perché a mezzanotte il cocchio torna una zucca, i cavalli tornano topi, la messa in piega lasciamo perdere, e invece le scarpette restano così come sono? Che tipo di cristallo è quello delle sue scarpe, refrattario agli incantesimi e agli orari restrittivi? Non vale che, se serve per la dinamica della storia, si può essere approssimativi. Oltretutto le fiabe diventano simboli, archetipi e tutte quelle cose lì, e allora bisogna essere PRECISI, COERENTI ED AFFIDABILI! Quindi eliminiamo ‘ste scarpe di cristallo improduttive per la nostra crescita e facciamo in modo che non siano le scarpe a calzare noi ma noi a calzarle quando è giusto ed opportuno.
P.s. se ne conservate ancora un paio nell’armadio dei sogni abbiate il coraggio di disfarvene.

quest'
estate2008 sta racchiusa tutta qui
"Itaca"
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e che con gioia
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta, più profumi
inebrianti che puoi,
va in molte citta egizie
impara una quantita di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
raggiugerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada,
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
(Costantino Kavafis)
Come concepire il senso della vita? In questa poesia ce forse tutta l'essenza del vero concepimento della vita. Il primo post che ho scritto su questo mio spazio, parlava di un viaggio e sono sempre come e cmq in viaggio fortunatamente. Come si legge in questa poesia non ce fretta di giungere a destinazione della propria "itaca", ma bisogna approfittare del viaggio, (e quindi della vita) per esplorare il mondo, crescere intellettualmente e ampliare il proprio patrimonio di conoscenze. Il senso di Itaca è proprio quello di fungere da stimolo per il viaggio, più che da meta da raggiungere e fine a se stessa. "Itaca" è un viaggio nel quale non è importante se la meta è poi deludente. È giusto apprendere il più possibile durante il viaggio, vivere esperienze, tenendo sempre presente il sentimento forte e deciso che porterà a destinazione. E se poi Itaca sarà peggio di quanto ci si aspettava, valeva la pena raggiungerla per tutto ciò che si è vissuto per arrivarci.
quando si è autentici si paga un prezzo, ma ne vale la pena

Si parla tanto di onestà intellettuale, ma cosa è questa onestà intellettuale di cui tutti ne detengono la proprietà? Sembra diventata più una frase Glamour che altro, io le chiamo frasi ad effetto. Sicuramente scrivendo si può dare l’impressione di un’onesta intellettuale, ma l’onestà intellettuale cosa è? Da cosa nasce? Oggi mi chiedo cos’è l’onestà intellettuale per me che sono siciliana? Non so rispondere, non so neanche cosa sia, ma so cosa è il campanilismo, il mio, che ha tutto il sapore della mia terra e in questo carosellO, cu li me occhi ruffiani, ve la presento:
Com’è picciotti tutt’apposto???????? ……ma chi è che parla? Chi è che domanda? È il capo del governo? E’ il grande architetto? E’ il Capo dei …..????? Insomma chi è? ????? E’ questa mia terra tutta da capire, tutta da scoprire, che come il cielo alterna il giorno e la notte, questa terra che ci partorisce mafiosi dentro, questa terra che continua a votare per chi ci condanna a convivere con il malaffare e la mafia. Una mafia diversa, moderna, adeguata ai tempi alla moda ma sempre mafia è, come diceva Peppino Impastato – “la mafia ci piace, la mafia nasce con noi perché ci dà sicurezza e potere”. Terra di arroganti e prepotenti, avidi e golosi di potere, con le dita grasse come salsicce da cui non si riescono a togliere più gli anelli. Terra ammaliante, dalle mille contraddizioni, terra che ha subito e conosce i vari volti della precarietà, terra che sa raccontarsi in svariati modi, basta girare un angolo ed è tutto diverso, ma terra che sa anche gettare il cuore oltre l’ostacolo per affrontare l’inferno che si apre subito dietro l’uscio. La mia terra profumata dai solchi seminati, un passo di danza, un tempo di musica, un triangolo di allegria, ironia, fantasia, profumo intenso di zagare che si mescola tra i mutevoli colori di cielo, terra e mare, ciuffi di ginestra che inondano i fianchi dell’Etna, l’incanto dell’incanto, un laboratorio infinito di un movimento nel movimento, il nostro agitarci sempre e ovunque al di là di tutto.Questa mia terra, tanto amata e tanto odiata, tanto umiliata quanto superba, tanto derisa e tanto ammirata, questo territorio sempre violato, calpestato, inaridito ma sempre rifiorente ed accogliente. Terra di lotta, terra di invasioni, terra di conquiste, terra di forte passione .e meravigliosi eccessi. Questa mia terra che sa sempre affascinarmi, che sa sempre come ribollirmi il sangue, questa terra che sa innamorarmi, terra di cantastorie e di pupari, dotti e scrittori.. Questo territorio variegato, tra mafia e onestà, due isole che viaggiano in parallelo, una con una gran voglia di riscatto, una con una gran voglia di ricatto, una che ci crede ancora e lotta e una che si è arresa, una con una grande dignità e una ricca di bassezza. Questi figli di terra siciliana divisi in due grandi categorie: i siciliani di scoglio e i siciliani di mare aperto. I siciliani di scoglio sono quelli che se si allontanano dalla Sicilia, il secondo giorno cominciano ad avere delle crisi di astinenza, gli mancano tutta una serie di cose e il terzo giorno devono assolutamente tornare. I siciliani di mare aperto sono quelli che fanno della loro sicilianità una specie di patrimonio personale e lo utilizzano per vivere una vita diversa. In Sicilia ci tornano perché sta loro nel cuore, ma comunque scelgono di proiettarsi su un altro orizzonte . Ma questa nostra Sicilia, questa mia Catania che tutto ha e tutto le vien tolto, la portiamo in cuore e in questo cuore soggiorna la dignità per una città migliore.

a me interessa come tu stai: "A te"
A me non interessa sapere quel che fai per vivere.
Io voglio sapere per che cosa soffri,
e se osi sognare di incontrare la passione del tuo cuore.
A me non interessa sapere quanti anni hai.
Io voglio sapere se rischieresti di sembrare un pazzo per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo.
A me non interessa sapere quali pianeti sono in quadratura con la tua luna.
Io voglio sapere se hai toccato il centro del tuo proprio dolore,
se sei stato aperto ai tradimenti della vita
o se ti sei ritirato e chiuso per paura di ulteriore dolore!
Voglio sapere se puoi star seduto con il dolore, il mio o il tuo,
senza far niente per nasconderlo, o mascherarlo o immobilizzarlo.
Voglio sapere se puoi stare con la gioia, la mia o la tua;
se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l'estasi ti riempia fino alla punta delle dita
e delle dita dei piedi senza ammonirci di stare attenti,
di essere realisti, o di ricordare le limitazioni dell'umano.
A me non interessa se la storia che stai raccontando è vera.
Voglio sapere se puoi deludere l'altro per essere vero con te stesso.
Se puoi sopportare l'accusa di tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi affidabile.
Voglio sapere se puoi vedere la bellezza anche quando non è carina tutti i giorni,
e se puoi nutrire la tua vita della Sua presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio,
e ancora ergerti sulla riva di un lago e gridare all'argento della luna piena, “SÌ!”
A me non interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai.
Voglio sapere se puoi alzarti dopo una notte di pena e disperazione,
addolorato e ferito fino alle ossa, e fare ciò che c'è da fare per i figli.
A me non interessa sapere chi sei e perchè sei qui.
Voglio sapere se starai al centro del fuoco insieme a me e non ti ritirerai.
Non mi interessa sapere dove o cosa o con chi hai studiato.
Voglio sapere che cosa ti sostiene dall'interno quando tutto il resto cade giù.
Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che dai nei momenti vuoti.
(Oriah Sognatore delle Montagne – Anziano Indiano)

Le mie asimmetrie spaziali.
Noi donne veniamo al mondo simmetricamente asimettriche e oggi vi presento la mia “facciatosta” eccola qui, anacronisticamente arcaica con vari “accenti” sparsi di savoir-faire.
Ebbene si sono una donna simmetricamente asimmetrica. Ho un linfedema alla gamba sinistra il giovedì e il lunedì, quindi la gamba sinistra è, a seconda dei giorni, dello scirocco della tramontana, di quanto sono grassa o magra, di quanto mi curo o mi trascuro, più gonfia di una e/o più sgonfia dell'altra, anche la caviglia sinistra è un giorno più gonfia della destra e la mia caviglia destra e un giorno più sgonfia della sinistra. Il piede sinistro più tondo dell'altro, più lungo a secondo la giornata, il mio piede destro penzolante e pensolante a volte con una monta e rimonta strabiliante, a secondo se i giorni sono pari o dispari. La gamba sinistra ornata di cicatrici belle e brutte, la gamba destra liscia come una pesca, depilo la destra lascio incolta la sinistra che alla fine è quella più penzolante. Quando mi trucco vedo un occhio impercettibilmente diverso dall'altro, ho uno strabismo di e verso marte. Il sabato e la domenica ho un po' di astigmatismo miopico distribuito equamente ad entrambi gli occhi. Ho la riga ai capelli un giorno a sinistra, un giorno a destra, quando tengo la riga a sinistra svolto a destra quando tengo la riga a destra svolto a sinistra sono le svolte che sfrecciano nella mia vita. Un seno più piccolo (!) dell'altro, un centro seno armonicamente disuguale. Il mignolo della mano destra è eliminato, perché mi dava troppo bon-ton, quello della mano sinistra no, perché un minimo di bon-ton ci vuole. Beh io lo dico sempre noi donne siamo fatte così bene, così perfette, così da opera d’arte che se non esistessimo bisognerebbe inventarci.DONNE
....... intanto godetevi il profumo dell'estate ........

L'amica penny46 mi ha nominata per questo gioco, la ringrazio di cuore per la nomination e vado per le sei cose che amo, ne amo molte di più ma cercherò di estrapolarne l'essenziale che poi l'essenziale diventa anche relativo
1) Amo essere svegliata la mattina da quel meraviglioso sole che filtra attraverso le tapparelle e si adagia sui miei occhi ancora chiusi
2) Amo quel gorgheggio mattutino del caffè e il suo disperdersi per casa
3) Amo stravaccarmi sul divano e scivolare dentro il mio essere
4) Amo la libertà., il coraggio, la coerenza mia e degli amici che mi sta intorno
5) Amo ritrovarmi in spiaggia intorno ad un falò,quattro amici, una chitarra, il cielo, le stelle e il mare, cosa si può volere di più dalla vita?
6) Amo viaggiare, conoscere, scoprire, emozionarmi
Ora mi tocca nominare:
1) http://movimentodeldivenire.splinder.com/
2) http://dyotana-senzapaura.blogspot.com/
3) http://rifondazioneborbonica.splinder.com/
4) http://filemazio.splinder.com/
5) http://serveuntecnico.splinder.com
6) http://edbuzzard.blogspot.com/
Liberi di sognare, liberi di vivere, liberi di respirare, liberiiiiiiiiiiiiii, questo video mi ha portata negli anni sulla strada della libertà. Cos’è la libertà? La sensazione della libertà è come il vento, questo io voglio trasferirti, quel vento meraviglioso di libertà che puoi trovare dentro di te, che hai nascosto sotto vari strati. Nel tuo cuore , sotto uno strato di cenere, c’è un altro cuore: il tuo cuore di bambino, quello devi trovare!!!! E’ un cuore più giovane del tuo, più fresco, più grande…… ed ha ancora un immenso desiderio di conoscere, di scoprire….. e l’eccezionale capacità di stupirsi davanti a ciò che ha conosciuto, che ha scoperto. Il nostro essere adulti spesso ci fa castrare questo giovane cuore che da ragazzi ci faceva viaggiare felici nelle praterie della vita e sicuramente ci regalava carovane di gioie. E ora? Dove è finito questo cuore scalpitante, giovane, ribelle, urlante, pensante, temerario….. l’hai per caso scambiato per una MANCIATA DI SICUREZZE? L’hai per caso messo sotto chiave per evitare ruzzoloni e delusioni???????? Va bene le sicurezze, va bene le certezze, ma l’equilibrio sta anche nel sapersi agitare quando il mare sta troppo calmo se no si rischia di affondare in una mare di tranquillità. Se non vuoi invecchiare nel corpo mantiene giovane la mente. Svegliati da quel torpore mentale, lasciati avvolgere da questa carovana di gioia……. Vedrai, vedrai come quel giovane, grande, saggio cuore riemergerà e inizierà a pulsare forte nel tuo petto e ti regalerà mille atomi di gioia ad ogni battito, inizia a sentirlo battito per battito, battito dopo battito, S C A N D I S C I L O come il tempo, viviti, vivimi e viviamoci insieme la gioia del nostro cuore.
Qualcuno si eleva con il peccato, qualcuno cade con la virtù (William Shakespeare)
Le riflessioni più profonde le ho concepite all’interno della mia macchina o a gambe penzolanti sullo schienale di una sedia. Il peccato non è stato mai una mia ossessione perché ne ho avuto sempre la visione chiara, invece la virtù mi è sempre sfuggita di scena, ma cos’è la virtù?
Esiste un’interdipendenza tra il peccato e la virtù. . Il peccato o l’errore, non è una falla dell’essere, ne è piuttosto un elemento costitutivo. Non si può concepire la realtà senza il male, così come vorrebbero certi idealisti; né si può concepire una vittoria finale del bene: in entrambi i casi il mondo cesserebbe di esistere. In tal senso, anche il male è un bene: se non ci fosse il peccato, non ci sarebbe la virtù; se non ci fosse la caduta, nessuno potrebbe rialzarsi né alzarsi; tutto sarebbe piatto ed immobile. Il motore è dato proprio dalla dialettica, dal conflitto e dunque l’errore è già previsto dalla costituzione del divenire, nessuno sbaglia volontariamente come nessuno si alza e rialza involontariamente. Le rigidità danno sempre una collocazione ben definita in questo caso al peccato e alla virtù, con la maturità comprendi che non è possibile definire in anticipo quale sia la collocazione giusta perché in una realtà che muta di continuo può capitare che uno stesso comportamento sia in una situazione un peccato e in un’altra una virtù e non solo: può succedere che un comportamento virtuoso se non viene rapidamente adattato, degeneri in un vizio e che, viceversa un errore, un peccato, una caduta, facciano comprendere più cose e, quindi, stimolino un processo di elevazione. In questa dialettica di contrari ho compreso che anche chi fa del bene, alcuni per vocazione, alcuni per mestiere, alla fine degenerano in un guasto. L’idea di fondo è sempre la stessa: non si possono stabilire in modo assoluto peccati e virtù e la linea che li divide è mobile e cangiante. Certamente chi tiene un comportamento rigido, in nome di qualche virtù è già, senza accorgersene, sulla via del cadere. Coltiviamoci la virtù in modo malleabile.
Come corpo ogni uomo è uno, come anima mai. (Herman Hesse)
Siamo un insieme di personalità, la nostra umanità e la nostra bestialità, il nostro essere divini e il nostro essere diabolici, la nostra nobiltà di pensiero e il nostro misero odio, la nostra profondità e la nostra superficialità, il nostro io io io Io IO!!!!!!!! Dobbiamo comprendere come ognuno sia se stesso e gli altri, come l'io sia un insieme di personalità (ereditato da tutti coloro che ci hanno preceduto), come l’identità sia qualcosa di necessario ma anche di superabile. Nei paesi dell’antica India questo concetto, di persona in quanto unico essere fine a se stesso, è assolutamente ignoto, gli eroi dell’epopea indiana non sono persone, ma conglomerati di persone,serie di incarnazioni. Forse l’idea di reincarnazione nasce proprio dalla constatazione che ogni uomo è un insieme di antenati, che rivivono per così dire in lui. In ognuno di noi confluisce una parte del padre, una parte della madre, una parte dei nonni, una parte dei bisnonni e così via, fino ad un numero incalcolabile di predecessori. Quindi è anche possibile che qualcuno abbia ricordi di vite passate, non vi è mai capitato di trovarvi in una situazione e sentite di averla già vissuta? Non vi è mai capitato di andare in un luogo dove non siete mai stati ma non vi è per niente sconosciuto? In tal senso tutti “forse” siamo già vissuti parecchie altre volte. Ma ciò non toglie che la nostra identità attuale, proprio perché è una combinazione particolare di eredità passate, sia “unica e irripetibile”. Il problema non è dunque solo quello di conoscere ogni componente della nostra personalità, ma è anche quello di come atteggiarci nei confronti di questo coacervo di io…. Io….. IO!!!!! Dato che, neppure camminando un’intera vita possiamo trovare i confini dell’anima, ma se ci va bene possiamo solo sfiorarla, non ci resta che identificarne il nucleo più profondo, quello che non appartiene a nessuno, oppure a tutti. Conoscersi non significa soltanto conoscere i pregi e i difetti del proprio carattere, bensì anche reintegrarsi con il proprio sé essenziale, quel centro dell’essere che è permeato di benessere e quiete. Nel mio profondo essere, negli anni, in quei miei magici confini dell’anima ho sdoganato il mio essere come fonte di esperienza eliminando il malcontento, perdonando il mio io, perché mi sono accorta che ho ancora un imprecisato numero di gradini da salire per raggiungere la conoscenza ………
http://www.youtube.com/watch?v=SVVridnAvEw&feature=related
Questo blog non è un libro, non è un abbecedario, ma uno “S P A Z I O”. Questo blog non ha un indice e non ha pagine da sfogliare. Avrei voluto dare un ordine numerico ma ho preferito mandare l’ordine a spasso per le contrade del mondo. La punteggiatura è (senza alcun dubbio) irrazionale. Il colore della scrittura dei post è apparso molte volte diverso, le foto sono rubacchiate qua e là, la musica è presa inordinatamente da un girovagare mentale di ricordi. La sua lettura è spesso disturbata, a volte rocciosa, a volte spigolosa, sfarfalleggiante, ridicola, allegra, felice, tumultuosa, a volte silenziosa, altre volte stonata. Perché? Perché voglio farvi comprendere l’arte di vivere felici. La vita è fatta di ostacoli, di coincidenze mancate, di comodi castelli di abitudini. Leggimi, sezionami, scrutami, bevimi ma soprattutto seguimi e ti spiego……. La nuvola che più di ogni altro oscura il cielo della felicità è “il timore del nuovo”. Chi ha dentro la propria mente questo timore, evita di fare cose che non ha mai fatto, di avere esperienze che non ha mai avuto, di andare in posti dove non è mai stato…… evita, insomma, di perdersi in nuovi orizzonti. Perché? Perché non vuole rischiare la sua incolumità, non vuole rimetterci denaro, non desidera avvertire brutte sensazioni di DISORIENTAMENTO, di insicurezza, di paura. Ma così facendo difficilmente sviluppa le sue più belle qualità di essere umano, difficilmente si arricchisce, ….. difficilmente impara a gioire, a creare, ad amare, difficilmente impara a creare amore intorno a se ……. e ADDIO VIVERE FELICE!!!! Il timore del nuovo è il più agguerrito nemico della felicità: bisogna combatterlo senza tregua, per ridimensionarlo, per indebolirlo, per scacciarlo nell’oblio. Bisogna sbloccare i freni psicologici che ci tengono inchiodati, radicati, alle nostre sicurezze ….. serve a liberarci di noi stessi, perché il nostro cuore ha bisogno di tuffarsi nel mondo, soltanto così potrà diventare amico INTIMO della felicità, soltanto così potrà VOLARE ALTO. Io e la mia vita siamo entrati in sintonia da anni, mi sono abituata al nuovo, mi sono abituata ad intraprendere attività rischiose, mi sono abituata a conoscere posti nuovi, persone nuove, emozioni nuove, sapori nuovi, cieli nuovi. Ho imparato a fare a meno di programmi, garanzie, sicurezze, ho aperto porte a priori senza sapere cosa c’è nell’altra stanza. Mi sono educata ed abituata agli inconvenienti della vita. Per questo troverete questo blog con delle riflessioni, pensieri, foto, musica senza un vero ordine, malgrado il mio genietto maligno ha sempre contrastato questa mia decisione, LE MIE DECISIONI, ma io non l’ho ascoltato e vivo, respiro, tra gioia, allegria e amore per la vita. La vita è come il mare: o lo si guarda standosene a riva ….. o lo si naviga godendo delle sue immense bellezze, anche se così facendo si rischia di incappare in qualche burrasca, ma è il gioco della vita, è l’avventura della vita: un continuo curiosare, esplorare, intrufolarsi nel mondo e stupirsi di ciò che si è conosciuto, meravigliarsi di ciò che si è scoperto, gioire del proprio stupirsi e del proprio meravigliarsi. vivere è divenire, essere oggi diversi da ieri, diversi da domani, essere oggi più di ieri, meno di domani, essere oggi migliori di ieri, peggiori di domani. NON TI ARRENDERE
AUGURI A TUTTI
http://www.youtube.com/watch?v=EUqJgT7EVSE
Ciao,
sono il “pensiero” di Rimbalzina, cioè il pensiero che ha creato questo blog. Dovevo presentarmi in questa mia veste a settembre quando ho esordito con la creazione di questo spazio. Ma settembre è un mese sempre molto triste, si lascia qualcosa, si lascia l’estate, il sole, il caldo, quindi ho rimandato, poi è arrivato il Natale, non mi sembrava il caso di fare la mia presentazione a natale, potevo sembrare un regalo da sott’albero, poi, poi, poi è giunta l’ora: ORA!!!! Ti do subito del TU così evitiamo un’ulteriore perdita di tempo. Durante la mia, la tua, la nostra AVVENTURA tra queste righe te lo sentirai dare spesso, come fino ad ora ho sempre fatto, e a volte intimamente: come se ci conoscessimo da secoli.Io desidero trasmetterti tutto ciò che so sull’arte di vivere felici, ma voglio soprattutto comunicarti la mia anima …….. Ciò credo farà aumentare il tuo grado di felicità più di tutte le mie belle conoscenze ed i miei buoni consigli. Perché? Perché ti infonderà la forza morale necessaria per vincere la difficile battaglia contro il più terribile nemico della tua felicità: tu.Non riuscirei mai a trasmetterti il meglio di me dandoti del lei o del voi. Il tu avvicina. Il tu coinvolge. Il tu avvolge. Il tu è più umanità. Il tu è più fratellanza.Il tu è più amore……………il TU è più bello.Quando vuoi trasmettere agli altri la tua bella facciata, usa il voi o il lei e pensa prima di parlare. Se invece vuoi comunicare la tua anima, usa il tu e parla senza pensarci su troppo. Qui Shakespeare avrebbe detto: “essere o non essere”. Continuiamo il nostro TU, ti do del Tu perché sento di farlo e lo faccio. Quando entro in contatto con un mio fratello pensiero (e desidero costruire con lui un profondo rapporto) cerco di schiudermi con la massima trasparenza. In questo istante io e te stiamo imboccando la strada della nostra amicizia e desidero che sia una limpida amicizia, ecco perché ti do del tu sfacciatamente, ecco perché ti parlo a cuore aperto. Ma non credere che per me sia facile andare a ruota libera e spruzzare su questo blog tutta la mia autenticità. Devo continuamente lottare contro il mio genietto maligno che mi suggerisce: “Rimbalzina, Rimbalzina, attenta a ciò che scrivi ed a come lo scrivi, altrimenti non piacerai, altrimenti la tua scrittura non piacerà, altrimenti il tuo blog non piacerà!!!!” Macchisenefrega!!!!!!!!! Forse anche a te, a volte scalza nella mente che agendo, parlando, scrivendo autenticamente non piacerai e quindi perderai la stima altrui. Combatti questo grigio pensiero!!!!...... Vincilo!!!!!! POLVERIZZALO!!!!!!!! PROVACI!!!!!! Nessuno ti legherà al palo della tortura per aver osato farlo. E se ti salgono ed assalgono alla coscienza dubbi del tipo: “Chissà cosa si penserà di me!? Restituisce al mittente, ovvero a quella buia parte di te che tiene prigioniera la tua autenticità.Ti do del Tu perché sento di farlo e lo faccio e con esso ti do la mia forza morale, la mia costanza, la mia perseveranza, la mia serenità, la mia allegria, e soprattutto il mio immenso amore per la vita. In tutto ciò che ho scritto cerca di sentire questi grandi amici del mio cuore PRENDILI e fanne ciò che vuoi. Ho iniziato da anni a capire in cosa consiste l’arte di vivere felici ed ho iniziato a dipingere le mie giornate, ho iniziato ad essere autentica, nel bene e nel male nessuno mi potrà separare dal mio essere autentica.

.....ora 8.30, sosta al mio solito bar, il mio solito giornale, il mio solito caffè. Una primavera che inizia a far capolino tra gli spazi dei tavolini, quel sole che ne rinvigorisce il sapore, quel sole che illumina il fondo della tazzina, quel sole che si poggia deliziosamente sulle pagine del giornale quasi a riscaldarne i contenuti. Un bruce accattivante che si sparge tra le sedie, tra le persone, scivolano le pagine, scivolano i pensierI. Sembra una giornata vestita con un abito elegante, una giornata che custodisce il bello, una giornata che struscia come una donna e striscia come un serpente. Una giornata felice di essere questo o quello che a dispetto degli uomini diffida della luna, delle stelle, una giornata nuova, appena nata che porta con se il suo essere antica e dignitosa, sicura e temuta, volgare e preziosa come una padrona. Una giornata che nasconde tutto nel suo variegato interno, ma anche una giornata dove il suo spirito è chiaro come il giorno, una giornata talmente normale che rischia di essere pure originale. Una giornata che resiste tenace, una giornata sempre la stessa ma tanto diversa, una giornata che sa fare l’amore, che sa dare passione, che sa di buon mattino. Una giornata che sa donarsi, in amore, odio e riflessione. E’ una giornata come tante? Si! E’ la mia giornata!!!
http://www.youtube.com/watch?v=hi8oKoya0SE
Il mio venerdì non è il venerdì santo, ma il “venerdì di repubblica”. Era l’anno 2007, il mio amato venerdì si presenta puntuale in tutta la sua veste, inizio a sfogliare le pagine, avevo terminato di leggere un articolo di Fabrizio Ravelli: “ la differenza tra oggi e l’era di Mani pulite”, uno sguardo alle lancette dell’orologio che incalzano il rientro in ufficio, sfoglio le pagine frettolosamente, tanto lo leggerò il sabato con calma. Prima di riporre il giornale in borsa, faccio un tour de force, una rubrica che tralascio sistematicamente è: questione di cuore di Natalia Aspesi, ma la mia attenzione ricade su un titolo che riempie quasi la testata della pagina:
“Il peccato di un uomo (quasi) perfetto: preferire donne un po’ incolte” (ed inizio a leggere)
Chi le scrive è l’uomo con
Nella mia poca materia grigia inizia un girovagare di riflessioni su questa lettera decisamente provocatoria ma contestualmente ironica, leggera. La rileggo, la sfoglio parola per parola, mi fermo su: “io non esisto”, (penso: “questa è opera della redazione stessa”) alla fine della lettera c’è una email dell’ipotetico uomo con
Grazie Marco e grazie ai miei disegni celesti che mi fanno vivere delle situazioni speciali.
....... se ce qualcosa che nella vita mi ha fatto sognare.........., se ce un uomo che ricordo............... , se ce un ricordo che niente e nessuno potrà mai cancellare è Berlinguer.. Se questo blog è un diario dove scrivere le proprie emozioni .... lui fa parte delle mie emozioni......... quando la politica è vera ........BUON INIZIO SETTIMANA a tutti
Per gentile concessione di Filemazio, tratto dal suo Blog - Agosto 2005
che i poveri, gli emarginati, gli svantaggiati vadano difesi e gli vada data voce e possibilità concreta di contare.....Sono cose che dicono tutti, ma nessuno dei partiti di governo le fa. Noi comunisti abbiamo sessant'anni di storia alle spalle e abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio.
In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo noi....
se la tua sveglia viene scadenzata da un Cat Stevens che ti riempie la stanza con queste note..... anche il più brutto dei caffè dventa il migliore, come amo dire: è davvero il settimo giorno......... Ella si riposò http://www.youtube.com/watch?v=dS0korzYm4g
.....ho imparato a desiderare ciò che ho, poco, niente, tanto. Quando riesci a desiderare cio che hai e non ciò che hai avuto o ciò che avrai, riesci davvero a goderti la vita, buona domenica

DONNA
Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!
(Eliomar Ribeiro de Souza)

A volte capita di dover dimenticare una giornata, un dopocena che ti trattiene sveglia oltre i limiti della decenza. Avevo terminato di riordinare la cucina, seduta in quel memoriale tavolo, complice di quotidianità, avevo acceso una sigaretta e predisposto sul tavolo tutte le bollette da pagare, intenta a far quadrare i conti, metti qui, togli lì e rimescoli le bollette, le predisponi in maniera differente e rimescoli i soldi e vedi che alla fine i conti non tornano, la matematica non è un’opinione ma le bollette le devi pagare e quindi ti sforzi di trovare una soluzione pratica…..e i ghirigori del fumo di sigaretta riempiono la stanza…… quando sento un passo felpato che avanza…… “mio figlio”…con fare carbonaro mi domanda: “mamma posso farti una domanda?” e io: “maporc…. Miseria n’altro momento no eh? Abbozzo un sorriso: “spara, che hai bisogno?” e lui: “Paola mi ha detto --à posso farti un pompino? ………capisco che oggi sia tutto precoce, capisco che bisogna essere dei genitori moderni, pronti, capisco.... più che capire non ricordo di aver mai chiesto qualcosa di simile ai miei genitori, capisco che bisogna essere aperti ma capisco pure che non ero pronta ad un domanda del genere da parte mio figlio.....
Rimango seduta… con la sigaretta tra le dita, tra i ghirigori di fumo che prendono forma intorno alla mia testa, stringono, stringono ……sono svenuta mentalmente……cerco di riprendermi affannosamente, i secondi passano, non riesco ad aprir bocca cerco di riesumarmi quanto prima possibile, mentre scivolano lunga la schiena tutte le riflessioni possibili ed immaginabili, mentre un Erich Fromm passeggia, con fare insinuoso nella mia zona celebrale destra, una Fiorella Mannoia comincia ad impennare stonature, un Socrate che passeggia in bicicletta cantando …. passeggiando in bicicletta, un Aristotele che stende panni e pubblicizza un bianco che più bianco non si può , un Voltaire che lascia passare striscioni a mo di eco scritto…… perché tu lo possa dire dire dire dire……. e il mio terzani che sorride, .......mio figlio che mi fissa con quell’aria da orologio : “attendo risposta” ……..(dioooo come ho desiderato essere una fascistona in quell’istante per mandarlo in camera sua senza dare risposta, certamente avrei trovato la scorciatoia del non affrontare un’argomentazione del genere: DARE